Il futuro della tecnologia corre sulla luce: FBK protagonista al Single Photon Workshop 2026
Cosa hanno in comune la sicurezza dei nostri dati bancari, la diagnosi precoce delle malattie e la nascita di un'internet ultra-sicura? La risposta è una sola: la capacità di catturare e controllare i singoli fotoni, ovvero le più piccole particelle che compongono la luce.
Al convegno internazionale Single Photon Workshop (SPW 2026) organizzato da un consorzio di università italiane e straniere, insieme alla European Society for applied super conductivity, INRIM e Meditech tre giovani ricercatori del centro Sensors and Devices della Fondazione Bruno Kessler hanno presentato le loro innovazioni per portare queste tecnologie futuristiche nella nostra vita quotidiana.
La rilevanza del contributo della Fondazione Bruno Kessler all’interno del Workshop è stata sottolineata anche dal Direttore del Centro Sensor and Devices, Richard Hall-Wilton, presente all’evento: “FBK è leader nel rilevamento dei singoli fotoni: SPW2026 è stato un evento di alto profilo in cui è cruciale disseminare i risultati di ricerca ottenuti dalla nostra fondazione e rimanere aggiornati nei progressi scientifici di questo specifico campo di sviluppo“, ha dichiarato Hall-Wilton.
Ecco riportati gli interventi dei tre ricercatori della Fondazione e i loro innovativi progetti di ricerca.
Andrea Bonzi: Chiavi di sicurezza a prova di hacker
Ogni volta che facciamo acquisti online, i nostri dati vengono protetti da codici segreti basati su numeri casuali. Il problema è che i computer tradizionali non generano numeri davvero casuali: un domani, un computer quantistico potrebbe indovinarli.
Andrea Bonzi ha progettato un microchip rivoluzionario che risolve il problema alla radice. Sfruttando il comportamento imprevedibile delle particelle di luce, il suo chip genera numeri quantistici realmente casuali e impossibili da hackerare. La vera svolta? Andrea è riuscito a inserire questa tecnologia “quantistica” all’interno dei chip standard da 22 nanometri, gli stessi usati nei moderni smartphone. Questo significa che la massima sicurezza sarà presto tascabile ed economica.
Gianpietro Maddinelli: Fotocamere intelligenti per la medicina del futuro
In biologia e in medicina si usa una tecnica eccezionale (chiamata FLIM) che studia le cellule illuminandole e guardando come “reagiscono” nel tempo. Questa tecnica produce però una quantità gigantesca di dati, rallentando le diagnosi.
Gianpietro Maddinelli ha trovato il modo di rendere questo processo fulmineo. Ha utilizzato una fotocamera speciale (un sensore dSiPM) capace di contare i singoli fotoni e l’ha resa “intelligente”: attraverso una memoria interna, la fotocamera spegne i pixel che non servono, catturando solo le informazioni essenziali. Grazie a questo trucco matematico, si ottengono immagini ad altissima risoluzione riducendo drasticamente il flusso di dati. È una tecnologia che rivoluzionerà la diagnostica medica veloce e i sensori di guida autonoma (LiDAR).
Elena Nieto Hernandez: I mattoni per l’Internet del domani
Per far viaggiare le informazioni in una futura rete quantistica globale, abbiamo bisogno di “lampadine” microscopiche capaci di sparare esattamente un solo fotone alla volta, a comando e senza errori.
La ricerca di Elena Nieto Hernandez si concentra su microscopiche imperfezioni create artificialmente all’interno di piccolissimi cristalli di diamante (chiamati centri di colore al germanio). Elena ha sviluppato un metodo innovativo per inserire questi emettitori di luce dentro microscopici canali ottici. Il risultato è un sistema super efficiente che riesce a incanalare e raccogliere quasi tutta la luce emessa. Un passo avanti fondamentale per costruire i computer e le reti di comunicazione del futuro.
Con queste tre ricerche, FBK si conferma un punto di riferimento globale: non solo si studia la fisica del futuro nei laboratori, ma si progetta la tecnologia reale per portarla nelle case e nelle aziende di tutti noi.