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Eccellenze del Nordest: quando ricerca e imprese costruiscono nuove filiere di produttività

18 Dicembre 2025

L’incontro organizzato dall’Ordine dei Commercialisti di Trento e Rovereto, ha evidenziato come produttività e crescita passino da ricerca, innovazione e nuove filiere territoriali. Con oltre il 30% dei progetti che uniscono imprese locali e partner internazionali, FBK si conferma un attore chiave nello sviluppo del sistema trentino.

Quali leve servono oggi per far crescere un territorio? Quali condizioni rendono il Trentino un laboratorio avanzato dove ricerca, imprese e pubblica amministrazione collaborano nella stessa direzione? Queste le domande centrali dell’incontro aperto al pubblico che ha anticipato l’assemblea annuale dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili di Trento e Rovereto, tenutosi il 2 dicembre all’ITAS Forum. Un appuntamento dedicato alle eccellenze del Nordest e alla capacità delle imprese di innovare, aumentare la produttività e generare benessere diffuso.

Sin dall’apertura, il vice presidente della Provincia di Trento Achille Spinelli ha ricordato come la sfida dell’innovazione non sia più rinviabile portando all’attenzione il ruolo centrale del commercialista nella consulenza e nella scelta degli strumenti più adeguati, anche alla luce delle nuove normative. Spinelli ha, inoltre, sottolineato che il Trentino è ai primi posti in Italia in termini di capacità innovativa, grazie alla presenza dell’Università di Trento e dei centri di ricerca, ma occorre accelerare nel trasferimento tecnologico.

Una fotografia puntuale è arrivata dai dati OCSE: Carlo Menon, responsabile del Laboratorio per la produttività territoriale a Trento, ha riportato come la produttività sia “il fattore che più di ogni altro determina nel medio-lungo periodo il benessere economico di un territorio”. Imprese più produttive significano salari più alti, profitti più solidi ed entrate fiscali più consistenti. Dopo anni di forte attrattività demografica, il Trentino si prepara a una fase nuova: la forza lavoro tenderà a diminuire e, senza un salto nella produttività, il tenore di vita rischia di non mantenersi stabile.

Ma come avvicinare imprese e centri di ricerca, in un panorama in cui è forte la presenza di ricerca pubblica, ma non altrettanto gli investimenti del settore privato in ricerca e sviluppo? I dati presentati offrono una risposta concreta: serve fare rete.

Oltre il 30% dei progetti coordinati da FBK collega imprese locali e partner internazionali, ponendo la Fondazione in posizione rilevante per questo tipo di collaborazione: un dato che testimonia una capacità distintiva e un modello operativo efficace.

Il Segretario Generale di FBK, Andrea Simoni ha infatti riportato che sul bilancio della Fondazione di circa 100 milioni di euro, ben 65 derivano da un mix di fondi europei, rapporti con aziende e agenzie pubbliche. Questo approccio ha generato casi di eccellenza riconosciuti a livello globale dal primo Qubit realizzato in FBK, replicabile e già sul mercato, alle soluzioni di visione artificiale premiate in challenge internazionali. Accanto alla ricerca di punta, prosperano collaborazioni di lungo periodo – come quella con OPTO-I o il laboratorio congiunto con Dedagroup – e oltre 80 progetti attivi per un 75% con aziende nazionali e internazionali, solo il 25% con aziende locali.

Gli strumenti per un’azione di sistema esistono, sia a livello europeo che locale e sono stati esposti durante la tavola rotonda che ha coinvolto la Provincia autonoma di Trento con la Dirigente generale Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro Laura Pedron,  Confindustria con il suo vice presidente Alfredo Maglione e – ancora una volta – FBK con il suo vice presidente Maurizio Gianordoli in dialogo con la presidente dell’ordine dei Dottori Commercialisti di Trento e Rovereto Raffaella Ferrai.

Un confronto stimolante e concreto, che ha mostrato quanto il dialogo tra istituzioni, imprese e ricerca sia già oggi un motore fondamentale dello sviluppo territoriale, ma anche quanto resti ancora da fare per trasformare il Trentino in un vero ecosistema dell’innovazione. Se da un lato emergono strumenti consolidati, competenze di eccellenza e reti internazionali mature, dall’altro è evidente la necessità di rafforzare ulteriormente il ruolo delle imprese, aumentarne gli investimenti in ricerca e accelerare i processi di trasferimento tecnologico.

La sfida che attende il Nordest, e il Trentino in particolare, è quella di costruire nuove filiere di produttività capaci di generare valore diffuso, attrarre talenti e sostenere la competitività a lungo termine. In questo percorso, centri di ricerca come FBK e professionisti come la rete dei Commercialisti ed Esperti Contabili continueranno a rivestire un ruolo strategico: facilitatori, interpreti del cambiamento e ponti tra innovazione e tessuto economico.

 


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