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Stili di vita e alimentazione: le sfide del futuro

maggio 29, 2018

Luigi Fontana, docente di scienze nutrizionali, ha illustrato in FBK la strategia più efficace per mantenere un benessere fisico e mentale. Gli ingredienti sono tre: corretta alimentazione, attività fisica e training cognitivo

“La salute è uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente assenza di malattie o infermità”. Questa definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è un’utopia? È partito da qui Luigi Fontana, professore ordinario di scienze nutrizionali alle Università di Brescia e di Washington St. Louis, protagonista di una conferenza tenuta alla sede di Povo di FBK lo scorso 18 maggio.



Secondo il professore – che ha appena pubblicato il libro “La felicità ha il sapore della salute”, scritto insieme allo chef Vittorio Fusari – riuscire a soddisfare la definizione dell’OMS non è una missione impossibile, a patto di seguire un percorso che si fonda su tre pilastri: alimentazione, attività fisica e training cognitivo.

«L’obesità è associata alla stragrande maggioranza delle patologie croniche, dal diabete alle malattie cardiovascolari fino a quelle tumorali e infiammatorie», ha ricordato Fontana, sottolineando l’importanza di mantenere un addome piatto: possibilmente, inferiore ai 94 centimetri per gli uomini e 80 centimetri per le donne.

Ma quanto è efficace la restrizione calorica per perdere peso? «Esperimenti recenti sulle scimmie dimostrano che mangiare poco aumenta la durata della vita e può prevenire del 50% l’insorgere di malattie cardiovascolari o tumorali. Ma anche sull’uomo ci sono forti indicazioni su effetti positivi a lungo termine». In particolare, è stato sperimentato il “digiuno intermittente”, che consiste nel digiunare quasi completamente per 2 o 3 giorni a settimana (ammesse solo verdure crude o cotte, con un cucchiaio di olio di oliva extravergine). «In alcuni soggetti questo approccio ha portato alla perdita di 25 chili in sei mesi». Inoltre, esperimenti sui topolini mostrano l’efficacia del digiuno prolungato all’interno della stessa giornata. «Nelle ventiquattr’ore, bisognerebbe mangiare in un arco di tempo di 8-10 ore, mentre non fa bene fare 4-5 pasti al giorno».

Naturalmente, ogni digiuno diventa inutile se la qualità del cibo che si assume è scadente. La dieta mediterranea, secondo Fontana, resta tre le più efficaci, specie sostituendo cibi raffinati e processati con cibi integrali ricchi di fibre.

Un altro fattore determinante è l’attività fisica: quella aerobica, ha spiegato Fontana, ha l’effetto di aumentare il numero dei mitocondri, che trasformano in ATP i grassi e i carboidrati. Gli effetti benefici, però, diventano sostanziali solo se l’attività fisica è fatta con costanza e regolarità.

Non basta però curare la salute fisica, ma è importante dedicare pari attenzione anche a quella cognitiva. Il cervello, infatti, si comporta come un muscolo, e va stimolato. «Nei prossimi anni, in coincidenza con la crescita del numero di anziani, è previsto un aumento del 300% dei malati di Alzheimer», ha ricordato Fontana. Una vera emergenza sociale non solo per i malati, ma anche per i loro familiari. È quindi importante mettersi in gioco intellettualmente anche da anziani, imparando cose nuove e stimolando continuamente il cervello.

Le regole da rispettare per garantirsi il benessere fisico e mentale sono abbastanza chiare, eppure moltissime persone non sembrano essere realmente consapevoli della propria condizione di rischio, trascurando di dedicare la necessaria attenzione all’alimentazione e all’attività fisica (complici i ritmi frenetici della vita moderna). «Bisogna sforzarsi di essere attenti, vivendo nel presente ed essendo consapevoli di ciò che è realmente importante», ha sottolineato il docente.

Senza un’inversione di rotta, le conseguenze a livello sociale potrebbero essere molto dannose. «Tra appena 15 anni, una persona su tre in Italia avrà più di 65 anni. Ci saranno moltissimi anziani, ma molti di questi non saranno in salute. Le liste di attesa si allungheranno e i costi della sanità potranno arrivare al collasso: si tratta di una vera e propria bomba a orologeria». Per disinnescarla, il tempo stringe.


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