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Le Resistenti: tra memoria e futuro, l’ottantesimo del voto e le sfide di oggi

May 22, 2026

Ricordare la conquista del suffragio femminile significa ricostruire un percorso di libertà fatto di gesti quotidiani e lotte collettive. Il nuovo numero di HLab Magazine raccoglie le riflessioni dell’evento FBK-ISIG per collegare la memoria della lotta partigiana ai movimenti per la parità di oggi.

Nel 1946 le donne votavano per la prima volta in Italia. Tra marzo e aprile si tennero le elezioni amministrative; successivamente, il 2 giugno, tutti e (per la prima volta) tutte furono chiamate ad esprimersi sul referendum istituzionale (tra Monarchia e Repubblica) e per la composizione dell’Assemblea costituente. A ottant’anni di distanza, ricordare quella conquista ci aiuta a ricostruire le tappe fondamentali dell’emancipazione femminile nel nostro Paese. L’ottenimento del diritto elettorale rappresentò uno dei primi e più importanti traguardi, ma il percorso verso la piena parità di genere è ancora lungo. 

Bisogna infatti diffidare dai racconti teleologici della storia delle donne. La stessa ricorrenza di questo ottantesimo ce lo dimostra: quando fu promulgata la legge per l’allargamento del suffragio, non fu inizialmente esplicitato che l’elettorato consentito alle donne non era solo quello attivo, ma anche quello passivo. In pratica, ci si dimenticò di dire che le donne non solo potevano votare, ma potevano anche essere elette. 

Ogni conquista fu (ed è) frutto di percorsi lunghi e complessi. Uno di quelli che ci portò al 1946 fu senz’altro quello della resistenza. Esiste la ResistenzA contro il fascismo e l’occupazione nazista, ma esistono anche le ResistenzE al plurale: quelle spesso meno visibili, praticate nella vita quotidiana, nei gesti di cura, nella difesa della dignità, nella richiesta di istruzione, lavoro, rappresentanza e libertà. Su queste resistenze plurime ci siamo concentrate in occasione dell’ultima Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre.  

Le ricorrenze civili hanno questo valore: interrompere il ritmo della quotidianità per riportare al centro persone, lotte e processi storici che rischiano di scivolare ai margini della memoria pubblica. L’8 marzo abbiamo celebrato la Giornata internazionale della donna; a febbraio abbiamo ricordato, anche su queste pagine, la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Gli anniversari, le date e le giornate internazionali sono momenti utili per ricordare ciò che, nella quotidianità, rischiamo di dimenticare.

Allo stesso tempo, riflettere sugli anniversari è importante. Ne ho parlato recentemente in un articolo pubblicato in merito all’evento che, ogni anno dal 2018, vede l’impegno congiunto di FBK-ISIG, Fondazione Museo storico del Trentino e, da qualche anno, dell’Università di Bologna, nell’offrire alla cittadinanza contenuti scientificamente solidi.

Proprio perché gli anniversari possono essere importanti, lo scorso anno abbiamo voluto ricordare l’ottantesimo della Liberazione, momento in cui le donne hanno avuto un ruolo, anche se a volte sono rimaste invisibili. Abbiamo quindi affrontato il tema della Resistenza da questo punto di vista, per approfondire il ruolo femminile non solo nella lotta partigiana. Siamo però anche andate oltre per vedere le Resistenze successive, per esempio l’attivismo che ha contraddistinto la storia dei movimenti femminili del Novecento.

I contenuti della giornata di studio tenutasi il 18 novembre presso la sede della Fondazione Caritro, che l’ha finanziata, sono confluiti ora nel numero 30 di HLab Magazine: Le Resistenti. In esso abbiamo ripercorso alcuni dei temi centrali dell’incontro: dalle donne resistenti raccontate da Benedetta Tobagi, alle resistenti trentine approfondite da Lorenzo Gardumi, fino agli eco-femminismi presentati da Lorenza Moretti.

Come sempre, la nostra iniziativa di novembre, rivolta a un pubblico vasto e con la presenza di numerose e numerosi insegnanti, ha cercato di tradurre contenuti scientifici in un linguaggio divulgativo. Anche per questo, il programma ha previsto momenti di approfondimento legati al mondo audiovisivo, come quello dedicato, con Maurizio Cau, alla figura di Liliana Cavani e al documentario La donna nella Resistenza, e quello curato da Alberto Brodesco sulle donne nel cinema.

Gli anniversari sono importanti, le date sono importanti. Leggere questo numero e approfondire le donne resistenti della Resistenza e quelle del secondo dopoguerra ci permette di capire perché, anche se siamo lontani dal 25 novembre, questi temi restano centrali. Abbiamo così l’occasione, ancora una volta, di fermarci a ragionare su questioni che riguardano il nostro presente.


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