Autunno caldo in A.R.O.
Le nuove proposte bibliografiche del numero IX, 2026/2 degli Annali.Recensioni.Online.
Dopo un’estate da temperature record ed eventi atmosferici fuori dall’ordinario, l’autunno sembra finalmente farsi strada. Eppure, nei corridoi trentini dell’Istituto Storico Italo-Germanico – qualunque cosa accada – a dare il benvenuto alla nuova stagione è sempre il secondo numero di A.R.O., la rivista elettronica semestrale che propone una lettura delle più recenti ricerche in ambito storiografico.
In effetti, uno dei recensori di questo numero, Matteo Stroppiana, scrive che proprio il riscaldamento globale ha creato un maggiore interesse intorno alla storia del clima, contribuendo ad un aumento degli studi storici in merito. Il testo da lui presentato, “The Empire of Climate. A History of an Idea” (2024) a firma dello storico David N. Livingstone, propone un’analisi degli studi sul clima tra l’età moderna e contemporanea, in una prospettiva di lunga durata, cercando di rifuggire in ogni modo il determinismo climatico e nel suo rapportarsi al tema della salute, della mente, della ricchezza, della guerra.
Un tema analogo, sebbene incentrato sugli Imperi iberici dal XIV secolo al XIX, è la raccolta di saggi curata da Koldo Trápaga Monchet, Álvaro Aragón-Ruano e Cristina Joanaz de Melo (recensita da Katia Occhi). Un volume che pur riconoscendo come il concetto di “sostenibilità” fosse ancora estraneo al linguaggio dell’età moderna, tenta di individuare quelle pratiche orientate alla conservazione e alla riproduzione delle risorse: lo fa attraverso lo studio della regolamentazione dei boschi, dei censimenti forestali, delle pratiche di rimboschimento, dell’individuazione di nuove aree di approvvigionamento e controllo amministrativo del legname promosse dalle corone iberiche per diversi secoli.
Così pure – stavolta tra le proposte dell’età contemporanea – il vincitore del Reginald Zelnik Book Prize in History, “Burning Swamps. Peat and the Forgotten Margins of Russia’s Fossil Economy” di Katja Bruisch, analizza le conseguenze sociali e ambientali dell’estrazione di una risorsa energetica rimasta a lungo marginale rispetto, per esempio, al carbone e al petrolio: la torba. La recensione di Kateryna Burkush sottolinea come lo studio rappresenti un contributo importante per la storia sociale e ambientale dell’economia fossile: l’attenzione ai margini, ancora una volta, consente di comprendere meglio le interdipendenze tra energia, trasformazioni ambientali e società russa tra la fine dell’Ottocento e il periodo post-sovietico.
Impossibile parlare in così poco spazio delle 32 proposte che popolano il nuovo numero di A.R.O., sebbene questo compito venga sempre portato egregiamente a termine dall’Editoriale. E d’altra parte, non sarebbe giusto togliere alla lettrice e al lettore il gusto di dare un’occhiata, lasciarsi ispirare dalle copertine, dai titoli, da quello che hanno da dire le esperte e gli esperti. Soprattutto perché a scaldare il clima nell’ultima pubblicazione è stata una delle recensioni protagoniste del Forum, lo spazio dedicato alla lettura di un solo volume da parte di più autrici/autori o – come è accaduto anche nel numero precedente – di un solo tema affrontato da più voci. Uno degli storici, infatti, ha sentito la necessità di replica alla recensione ricevuta; dunque, la rivista ha pubblicato la sua risposta nella pagina dedicata alla recensione. Segno che la ricerca scientifica ancora vive della possibilità di discutere, rispondere e mettere alla prova le diverse interpretazioni. Allo stesso tempo, segno che A.R.O. è anche uno spazio di confronto attivo, vivace e – aspetto da non sottovalutare di questi tempi – democratico.