For a Human-Centered AI

Dall’AI sperimentale all’impatto reale: la visione di FBK per la sanità del futuro

18 Giugno 2026

Il Segretario generale FBK Andrea Simoni fra i protagonisti dell' evento Healthcare organizzato da RCS

Come trasformare le promettenti sperimentazioni sull’intelligenza artificiale in strumenti concreti e diffusi nella pratica clinica quotidiana? È questa una delle sfide centrali affrontate da Andrea Simoni, Segretario generale della Fondazione Bruno Kessler, durante il talk “AI e dati in sanità: dalla sperimentazione all’impatto reale”, promosso da RCS Academy e Corriere della Sera nell’ambito dell’evento Healthcare & Pharma 2026.

L’evento “Healthcare & Pharma Talk – Sistema Salute: le nuove sfide tra burocrazia e tecnologia”, organizzato da RCS Academy e Corriere della Sera, ha riunito alcuni dei principali protagonisti della sanità, della ricerca e dell’innovazione a livello nazionale ed europeo. Tra gli interventi di rilievo quelli del Ministro della Salute Orazio Schillaci, del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone, del Presidente di Farmindustria Marcello Cattani e del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca

Nel confronto moderato da Antonella Baccaro, insieme a Claudio Bassoli, Presidente e Amministratore Delegato di HPE, e a Lucilla Sioli, Director dell’EU AI Office della Commissione Europea, Simoni ha illustrato il contributo della ricerca applicata nel percorso che porta l’innovazione dai laboratori agli ospedali.

Andrea Simoni ha esordito chiarendo che in Italia ci sono ormai molte soluzioni verticali, strettamente legate all’attività clinica e orientate a diagnosi, prevenzione e supporto decisionale. Sono spesso sviluppate da medici, professionisti sanitari e ricercatori nel campo dell AI e producono risultati scientifici di grande valore, ma incontrano ancora difficoltà nel passaggio alla diffusione su larga scala.

«La vera sfida», ha evidenziato Simoni, «è trasformare questi prototipi in strumenti affidabili e utilizzabili sistematicamente all’interno dei percorsi di cura».

Robustezza, sicurezza e interoperabilità

Per raggiungere questo obiettivo non basta dimostrare l’efficacia scientifica di una soluzione. Occorre renderla robusta, sicura e integrabile negli ecosistemi sanitari esistenti.

Tra gli elementi chiave individuati da Simoni figurano la cybersecurity, l’interoperabilità tra sistemi, il rispetto delle normative europee – dall’AI Act al GDPR – e la verifica costante della coerenza delle applicazioni rispetto agli obiettivi clinici per cui sono state progettate.

FBK sta sviluppando varie applicazioni verticali per il supporto ai percorsi decisionali nel mondo clinico dedicate tra gli altri, al Parkinson e a differenti tipologie di tumore; tali soluzioni vengono progettate tenendo in debita considerazione questi elementi trasversali fondamentali per poter allargare la sperimentazione al di fuori dello specifico gruppo di ricerca. 

Dati territoriali e medicina di precisione

Un altro tema centrale affrontato dal Segretario generale FBK Simoni riguarda la gestione dei dati sanitari. In un contesto caratterizzato da forti differenze regionali, la costruzione di un unico “data lake” nazionale appare complessa. Per questo motivo assumono particolare rilevanza iniziative territoriali come il “Trentino Health Factory”, che punta a valorizzare e integrare dati clinici, genomici e amministrativi secondo regole condivise.

Le applicazioni già in corso mostrano il potenziale di questo approccio. Tra gli esempi citati figurano progetti sul tumore al seno, dove immagini diagnostiche, dati clinici e informazioni genomiche vengono integrate per migliorare l’accuratezza delle diagnosi, e iniziative dedicate al tumore del colon-retto, che utilizzano l’intelligenza artificiale per l’analisi di immagini e video clinici e per la pulizia e validazione dei dati.

Accanto alla diagnosi, un ruolo crescente è attribuito alla prevenzione, attraverso strumenti capaci di supportare l’adozione di stili di vita più salutari e di accompagnare le famiglie in percorsi di educazione sanitaria.

Le persone al centro della trasformazione

L’adozione dell’intelligenza artificiale non è però soltanto una questione tecnologica. Per Andrea Simoni, il coinvolgimento degli operatori sanitari rappresenta una condizione indispensabile per il successo dell’innovazione.

In Trentino è attualmente in corso una sperimentazione che coinvolge circa 800 professionisti tra medici e infermieri in un percorso integrato di ricerca e formazione. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza rispetto alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e favorirne l’utilizzo concreto nella pratica clinica, senza sottrarre tempo all’assistenza dei pazienti” ha affermato Simoni in conclusione.

Un approccio che riflette una convinzione ormai consolidata: l’intelligenza artificiale potrà generare un impatto reale sulla salute solo se sviluppata e adottata insieme alle persone che ogni giorno operano nei sistemi di cura.


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