Il richiamo del proprio destino
Il Talent development programme della Fondazione Bruno Kessler si trasforma: da progetto pilota a processo continuativo che coinvolge ogni anno decine e decine di ricercatrici e ricercatori. L’edizione di quest’anno è stata inaugurata con un workshop ispirazionale condotto da Alberto De Biasi
Ha preso il via la terza edizione del Talent Development Program, l’iniziativa FBK pensata per valorizzare e accompagnare il potenziale delle persone che operano nella comunità di ricerca e innovazione, cuore pulsante della Fondazione.
Coinvolge circa 130 talenti in un percorso strutturato in tre fasi, pensato per far emergere attitudini e passioni, disegnare traiettorie di crescita personalizzate, offrire strumenti strategici e favorire nuove connessioni professionali.
Il percorso è stato inaugurato il 9 giugno con un talk ispirazionale tenuto da Alberto De Biasi (PhD, Learning and Leadership Executive Consultant) dedicato al tema del talento e del suo sviluppo.
Che cosa guida la ricerca della perfezione in ambito scientifico così come nel mondo dello sport? Quali sono le risorse motivazionali a cui possiamo attingere per migliorarci? Come possiamo canalizzare le nostre attitudini fino a esprimere il nostro potenziale?
A partire da domande come queste, si è sviluppato il workshop con l’esperto chiamato a stimolare il confronto fra i e le partecipanti, alternando aneddoti illuminanti ed esercizi in coppia o in piccoli gruppi, momenti di discussione che hanno esplorato i fenomeni e le dimensioni attraverso le quali le relazioni di collaborazione in un ambiente di lavoro possono facilitare oppure frenare l’espressione del proprio talento.

La luce della motivazione
Le risorse motivazionali incentrate sul divertimento, sulle relazioni con le altre persone, su estetica e raffinatezza configurano l’opportunità di spostare la propria prospettiva da obiettivi esclusivamente utilitaristici a esperienze di vita significative, arricchenti in termini esistenziali e belle. Sono fattori che modellano il comportamento umano in vari modi.
Il divertimento (detto anche motivazione intrinseca/edonistica) è guidato dal puro godimento, dal gioco e dalla soddisfazione emotiva dell’attività in sé. Accende la curiosità, la spontaneità e uno stato di profondo coinvolgimento (flusso) sia nel lavoro che nel tempo libero.
Gli altri (ossia l’altruismo e le relazioni sociali) sono una forza guidata dal desiderio di incoraggiare, risuonare o contribuire al benessere di altre persone. Ne fa parte l’empatia, la gioia della collaborazione e la soddisfazione di lasciare un impatto positivo su una comunità o un individuo.
Estetica e raffinatezza (nel senso di ricerche artistiche e qualitative) muovono dall’apprezzamento della bellezza, dell’armonia e della precisione. È la ricerca di fare le cose con stile, abilità e attenzione verso dettagli eccezionali, trovando appagamento emotivo attraverso il processo stesso.
L’eroe e il nemico
Prendendo spunto da letteratura, cinema, sport agonistico, evoluzionismo e psicologia, De Biasi ha fatto emergere la domanda centrale attorno alla quale si è sviluppato il confronto: che cosa è il talento? Quali ostacoli incontra quando interpretiamo la peggiore versione di noi stessi anziché la migliore?
Commentando iterativamente esempi ancorati nelle abitudini e sfide lavorative quotidiane di ciascuno/a, il gruppo ha familiarizzato con i concetti per imparare a riconoscere il proprio nemico interiore e a guidare le proprie energie verso una focalizzazione positiva (Fun at work? When? Doing what?).
“Come accade nello schema narrativo del viaggio dell’eroe – commenta De Biasi – una voce interiore può chiamarci ad affrontare sfide inedite che ci trasformano attraverso una serie di prove che producono stress ma al tempo stesso eccitazione, facendoci sentire vivi al massimo. Ed è così che gradualmente abbiamo l’opportunità di riconoscere e sviluppare il nostro potenziale, ossia di decostruire la nostra vita ordinaria per intraprendere simbolicamente un cammino verso il nostro destino più profondo: un’occasione che fa una grande differenza non solo per i risultati migliori che possiamo raggiungere ma anche per la gioia che produce, ci fa stare meglio, perciò non puoi permetterti di sprecarla. Riconoscere le trappole che noi stessi poniamo lungo il nostro cammino, porsi le giuste domande per realizzare cosa accade e agire per andare nella direzione di ciò che desideriamo è cruciale. E la buona notizia è che si tratta di una competenza che si può acquisire con l’esercizio.”
Mentre la parte oscura di noi non conosce autoironia né coraggio, chiedersi semplicemente cosa conta di più a livello emotivo per noi è un modo immediato e chiaro per riconnettersi con il nostro eroe e la sua irresistibile vitalità.

La novità di quest’anno
Con questa edizione chiude la fase sperimentale e progettuale. Dal 2027 il talent program diventerà un processo continuativo per il personale a tempo determinato di FBK. integrandosi nei flussi interni e negli investimenti legati alla persona, allo sviluppo di competenze. Un percorso esperienziale: personale e professionale, che parte dal talento, dalle sue attitudini e aspirazioni, per accompagnare tutti/e lungo i sentieri professionali futuri.
A partire da quest’anno, i percorsi offerti sono in tutto 5, con l’inserimento del career path “Research exploring” per i giovani ricercatori che stanno esplorando il mondo della ricerca e innovazione tramite un percorso di dottorato o un’esperienza di stage in fbk.
L’obiettivo, semplice e ambizioso allo stesso tempo, non cambia: sostenere ciascuno/a nel diventare “tutto quello che possiamo essere”.