La fisica dei popoli
Recentemente degli amici mi hanno chiesto informazioni su una notizia riguardante l’esperimento LHCb ( parte di LHC al CERN). E’ stata annunciata come la scoperta di una versione più pesante e instabile del protone e per quanto possa sembrare interessante, quello che mi ha fatto riflettere è qualcos’altro.
Tralasciando tutto l’aspetto legato alla parte tecnologica, questi esperimenti di big physics sono grandi collaborazioni, che talvolta si avvicinano alla decina di migliaia di persone tra scienziati, ingegneri e personale di tutti i livelli. Praticamente dei paesi interi, e neanche così piccoli, però abbastanza particolari. Queste comunità, infatti, portano a contatto persone da parti molto diverse del mondo con usi e costumi tra i piu’ vari. Senza dipingere un quadro troppo idilliaco, immagino che ci siano sempre differenze e discussioni interne – talvolta anche animate – come normale che sia in ogni relazione umana. La cosa importante, peò’, è che nonostante le notizie che ci arrivano dal mondo tendano a creare muri e divisioni, le persone in queste comunità si siedono tutti i giorni fianco a fianco per fare scienza – senza altre finalità – semplicemente scienza.
A questo punto sento che e’ abbastanza automatico guardare a casa nostra. Come siamo messi a FBK? Possiamo considerarci un piccolo paese anche noi?
Se guardiamo alla composizione delle persone ricercatrici (di tutti i livelli), siamo un migliaio con 59 diverse nazioni rappresentate. Ci sono 226 persone non italiane provenienti da quattro continenti (sorry Oceania!), il che – calato in una realtà abbastanza piccola come Trento – è abbastanza sorprendente.
Istogramma che mostra la composizione per paese di origine del personale ricercatore (Italia esclusa)
A essere onesto, non so quanto questa diversità di provenienze si traduca poi effettivamente in una contaminazione culturale, ma sicuramente ci rende una piccola comunità, dove almeno ci troviamo a condividere la quotidianità (si pensi banalmente a mettersi in fila alla mensa) e magari anche collaborare professionalmente.
In FBK abbiamo visto la seconda edizione della Festa dei Popoli, che è stata un’occasione perfetta per esplorare (e per i più fortunati magari anche assaggiare) la varietà di culture qui presenti. Forse questa è semplicemente una goccia nel mare, ma forse sufficiente per poterci considerareuno di quei paesi dove la diversità è una risorsa e non una minaccia.