For a Human-Centered AI

Sanità digitale: l’IA che diventa “normale” nel racconto della giornata del Centro Digital Health & Wellbeing

27 Maggio 2026

Dai laboratori di ricerca alla pratica clinica quotidiana: il Centro Digital Health & Wellbeing della Fondazione Bruno Kessler si è presentato a Povo con una giornata densa di innovazione, studi scientifici e nuovi bandi per il futuro della salute.

C’era un’aria di fervore scientifico che attraversava i corridoi della Fondazione Bruno Kessler a Povo martedì 19 maggio 2026. La Sala Stringa era gremita per la “Giornata di Centro” del Digital Health and Wellbeing (DHWB), un appuntamento per fare il punto su come la tecnologia stia ridisegnando i confini della cura e del benessere.

Ad aprire i lavori è stato il direttore, Federico Cabitza, alla guida del DHWB dal febbraio scorso, che ha fortemente voluto questo momento di scambio interno. La sua visione è chiara: l’obiettivo non è più stupire con l’innovazione isolata, ma puntare alla “normalizzazione” dell’intelligenza artificiale.

L’IA come “tessuto connettivo” della cura

«Dobbiamo portare l’IA fuori dai laboratori e trasformarla in una pratica consolidata e quotidiana», ha spiegato il direttore Cabitza nel suo discorso di apertura. Per il direttore, l’IA non deve essere un elemento dirompente, ma una tecnologia “invisibile”, un “tessuto connettivo” integrato nei processi per supportare il lavoro umano, migliorare il coordinamento tra medici, infermieri e pazienti e innalzare la qualità del ragionamento clinico.

Questa visione si poggia su tre pilastri fondamentali: una cultura della valutazione rigorosa, una governance dei dati responsabile e un’attenzione maniacale alla dimensione dell’adozione sul campo.  «Non siamo una software house» – ha ribadito Cabitza «siamo un centro di ricerca che unisce l’audacia di esplorare terreni nuovi alla capacità di riflettere criticamente su ciò che stiamo per intraprendere. Abbiamo la capacità di essere diversi. Abbiamo idee che altri non hanno ancora sviluppato e le possiamo mettere a disposizione di un territorio che accoglie i frutti di questo investimento».

L’obiettivo finale è ambizioso, ma concreto: estendere la vita in buona salute dei cittadini, evitando che gli ultimi anni diventino un lungo periodo di dipendenza e riducendo la pressione sul sistema sanitario. L’IA facilita la comunicazione tra medici, infermieri e pazienti, migliorando il coordinamento e la qualità del ragionamento clinico.

Una vetrina di innovazione: dalle talk ai poster

La mattinata ha offerto una panoramica della vitalità della ricerca FBK grazie a una modalità organizzativa che è stata capace di coinvolgere e dare visibilità a tutti i ricercatori e le ricercatrici.

Lisa Novello, che lavora nell’unità di ricerca DSH, ha approfondito l’interazione tra aspetti umani e tecnici nell’IA per la salute, mentre Patrizio Bellan (unità di ricerca IDA) e Marco Dianti (unità di ricerca DHRes) hanno esplorato rispettivamente le capacità terapeutiche degli agenti IA e l’uso della Realtà Virtuale nella gestione dell’ansia.

Particolarmente dinamica è stata la sessione delle Lightning Talks, dove giovani ricercatori e ricercatrici hanno presentato in pochi minuti progetti all’avanguardia: dalla standardizzazione delle pipeline di generazione per domini medici di Esin Ezgi Yildiz (unità di ricerca IDA), alla gestione dei conflitti nei modelli di linguaggio (LLM) analizzata da Saba Ghanbari Haez (unità di ricerca IDA).

Federico Frigerio e Mattia Franzin del DHILab hanno parlato di sviluppo di modelli di Machine Learning per le piattaforme cliniche, mentre Francesca D’Errico del DHILab ha esplorato il tema della “Visualizzazione sfumata” spiegando il nuovo paradigma per interpretare i risultati probabilistici dell’IA in ambito grafico. C’è stato spazio anche per un affondo curato da Shahryar Noei (unità di ricerca DSH) su un innovativo modello matematico di rappresentazione delle immagini mediche tramite AI.

Il momento del pranzo è diventato una vera e propria “mostra dell’innovazione”. Tra i 28 poster e demo esposti, i partecipanti hanno potuto scambiarsi informazioni e dettagli dei progetti su cui il Centro porta avanti la propria ricerca: da progetti che utilizzano la Realtà virtuale, o modelli di machine learning per predire il rischio di disfunzioni motorie nel Parkinson, a sistemi per ottimizzare i flussi di lavoro nei pronto soccorso come il progetto eCREAM, fino ad “Affiora”, una WebApp per la prevenzione della violenza contro le donne.

Il bando “Idea4Project” e l’unità DEEVA

Per alimentare questa “intelligenza collettiva”, la giornata ha visto la presentazione di “Idea4Project”, un nuovo bando interno che finanzierà fino a 3 proposte progettuali interdisciplinari con una dotazione di 10.000 euro.

Come spiegato dal direttore Cabitza, questa iniziativa mira a incentivare il lavoro congiunto tra diverse unità, premiando risultati concreti come demo o protocolli di ricerca.

«Vogliamo incentivare il lavoro congiunto tra diverse unità organizzative e sostenere la produzione di risultati concreti», ha sottolineato il direttore Cabitza. Il bando, la cui scadenza è fissata per il 22 settembre 2026, richiede team composti da 3 a 5 membri con una forte componente di interdisciplinarità, aprendo anche alla partecipazione di soggetti esterni come clinici o accademici. 

Inoltre, Cabitza ha annunciato la volontà di istituire una nuova unità DEEVA (Design, Evidence, Deployability Assessment) che si occuperà di progettazione centrata sull’essere umano e di valutazione della “deployability“, la capacità reale di una tecnologia di essere integrata con successo nei contesti clinici.

Verso un metodo FBK per la salute digitale

La giornata si è conclusa con tavoli di lavoro dedicati allo sviluppo di sinergie e allo scambio di conoscenze. Quello che emerge da questa presentazione è l’identità di un Centro che non si limita a “fare tecnologia”, ma che sta sistematizzando un vero e proprio “Metodo FBK” per la salute digitale: una progettazione basata sull’evidenza, che combina rigore scientifico e vicinanza alle esigenze del territorio trentino. Un metodo che lo distingua da tutti gli altri centri di ricerca nazionali ed internazionali.

Il commento finale: un faro contro il sensazionalismo

A chiusura della giornata, abbiamo chiesto al direttore Cabitza un bilancio finale. «Questa giornata non è stata solo una celebrazione, ma un passo fondamentale per risultare credibili nel promuovere un metodo di lavoro basato sulla sperimentazione e sulla ricerca dell’impatto reale per i cittadini».

Secondo Cabitza, il ruolo di FBK è quello di essere un “faro” in un mondo spesso dominato da promesse esagerate e sensazionalismo mediatico. «Proprio perché c’è troppo rumore su questi temi, alimentato spesso da interessi commerciali, la nostra voce deve essere quella che guida e orienta il cittadino, l’operatore sanitario e il decisore politico nella scelta degli strumenti più efficaci e sicuri».

L’auspicio finale è quello di una sanità digitale che sia «realmente al letto del paziente e nelle tasche dei cittadini». Se la strada è quella di un’IA che “apre” il ragionamento clinico invece di chiuderlo in scatole nere, l’evento di Povo ha confermato che il Centro DHWB ha già iniziato a tracciare la rotta.

«La soddisfazione più grande deriva dal contribuire a far stare meglio le persone attraverso strumenti più equi e sostenibili» ha concluso Cabitza. La strada intrapresa è quella giusta. L’IA sta davvero diventando “normale”, e sulla collina della scienza di Povo è già parte del presente.

 

 

Le attività strategiche di ricerca e innovazione si articolano nelle seguenti Unità di ricerca:

Data Science for Health (DSH)

DATA SCIENCE | ARTIFICIAL INTELLIGENCE | MACHINE LEARNING |HEALTH & COMPUTATIONAL BIOLOGY

Responsabile: Giuseppe Jurman:

Digital Health Research (dHRes)

APPLIED RESEARCH ON DIGITAL HEALTH TECHNOLOGIES

Responsabile: Oscar Mayora 

Intelligent Digital Agents (IDA)

TRUSTWORTHY AND ETHICAL AI | KNOWLEDGE AND DATA | DIALOGUES AND PERSUASION

Responsabile: Mauro Dragoni 

Digital Health Innovation Lab (dHILab)

INNOVATIVE SOLUTIONS FOR HEALTH I eHEALTH DIGITAL PLATFORMS I PATIENTS AND  CLINICIANS SUPPORTING SYSTEMS

Responsabile: Claudio Eccher


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