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Digitally Divided

7 Maggio 2026

L'impatto della tecnologia sulle convinzioni e sulla polarizzazione sociale nel volume nato dal seminario annuale del Centro per le Scienze Religiose FBK diretto da Massimo Leone

Le piattaforme digitali possono favorire il dialogo e l’accesso a prospettive diverse, ma possono anche accelerare la frammentazione del discorso pubblico, la formazione di camere d’eco, l’estremizzazione delle identità e la crisi delle autorità tradizionali, incluse quelle religiose.

L’idea che il digitale non si limiti a offrire nuovi strumenti di comunicazione, ma trasformi in profondità il modo in cui le credenze si formano, circolano, si rafforzano o entrano in conflitto è alla base del volume Digitally Divided. The Impacthttps://link.springer.com/book/10.1007/978-3-032-10422-9 of Technology on Belief and Societal Polarization nato dal seminario annuale “(De-)Polarization in Religion and Ethics” del Centro per le Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler diretto da Massimo Leone.

Curata da Massimo Leone e da Steven Umbrello (Università di Torino) per Springer, la pubblicazione inaugura la collana Religion and Technology e raccoglie contributi internazionali e interdisciplinari sul rapporto fra tecnologie digitali, credenze religiose, trasformazioni etiche, polarizzazione sociale.

Digitally Divided”, spiega Massimo Leone, “nasce dalla convinzione che la polarizzazione contemporanea non sia soltanto politica o sociale, ma riguardi anche il modo in cui le società costruiscono senso, credenza e appartenenza. Le tecnologie digitali accelerano le oscillazioni culturali: rendono più rapido il passaggio dal dialogo al conflitto, dalla pluralità alla frammentazione, dalla ricerca di senso alla contrapposizione identitaria. Per questo è essenziale studiarle non solo come strumenti, ma come ambienti simbolici che trasformano religione, etica e vita collettiva”.

Diverse le prospettive da cui i temi vengono affrontati: la teoria della polarizzazione culturale, le trasformazioni delle minoranze religiose nello spazio pubblico digitale, l’uso dei meme religiosi, la decolonialità digitale, la risemantizzazione degli spazi sacri, la sorveglianza biometrica nei contesti religiosi, la resilienza morale, le questioni bioetiche e le nuove forme di mediazione tecnologica della fede. Filo conduttore è la necessità di comprendere come le tecnologie contemporanee stiano modificando le condizioni stesse della convivenza simbolica, della fiducia e del riconoscimento reciproco.

Il volume include capitoli realizzati da studiosi esperti delle diverse discipline, fra cui i ricercatori e le ricercatrici del Centro per le Scienze Religiose FBK Debora Tonelli, Valeria Fabretti, Boris Rähme, Sara Hejazi, Paolo Costa e Lucia Galvagni.


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