Future Built on Knowledge

EDUCA: il programma della 9° edizione

March 23, 2018

Presentati gli ospiti del festival Educa “Algoritmi educativi. Responsabilità e spirito critico nel tempo delle tecnologie”, che si terrà dal 13 al 15 aprile a Rovereto. Tre giorni per provare a capire quali siano gli effetti delle tecnologie sulle relazioni educative in famiglia, a scuola e nella comunità e per trovare il modo giusto per navigare nel mare della complessità digitale

[COMUNICATO STAMPA]
Dal 13 al 15 aprile a Rovereto, grazie al contributo di esperti e studiosi nazionali e alla presentazione di prassi innovative, si proverà attraverso un percorso multidisciplinare ad inquadrare meglio il rapporto fra educazione, relazione e tecnologie digitali. La nona edizione del Festival EDUCA è infatti dedicata a questo delicato e cruciale tema ed è intitolata “ALGORITMI EDUCATIVI. Responsabilità e spirito critico nel tempo delle nuove tecnologie”. Salute, comunicazione, formazione, lavoro e intelligenza artificiale; sono solo alcuni delle piste che verranno affrontate durante il festival attraverso laboratori, dialoghi, focus, momenti d’arte e giochi. Tra gli ospiti, presentati oggi con tutto il programma, il medico Alberto Pellai, lo psicologo Matteo Lancini, la pediatra Silvia Gregory, gli youtuber Claudio Di Biagio e Matteo Fumagalli, i giornalisti e scrittori Paolo Pagliaro e Edoardo Segantini e lo studioso del lavoro 4.0 Francesco Seghezzi. E l’avvocata Alessia Sorgato, il matematico Carlo Toffaroli e molti esperti di educazione digitale e innovazione scolastica tra i quali l’editore Alessandro Laterza, i professori Piero Dominici, Piercesare Rivoltella e Stefano Tramma.

Alla domanda «qual è la cosa che accarezzi di più nell’arco di una giornata?», molti, se non tutti, oggi rispondono: lo smartphone. Basta questo per far capire la rilevanza che hanno assunto le tecnologie digitali nella vita quotidiana. Quella che è diventata quasi una nuova propaggine del corpo, insieme a pc, tablet, web e social media, sta modificando il modo di rapportarsi con gli altri, i processi di apprendimento, di memorizzazione e di costruzione della conoscenza. Una rivoluzione epocale, per alcuni antropologica, che al di là della contrapposizione tra catastrofisti ed entusiasti, rimane difficile da comprendere perché le riflessioni si sono concentrate più sulle competenze necessarie all’uso dei nuovi strumenti che sul loro impatto. Oggi è alto il rischio di ragionare per stereotipi e pregiudizi che non fanno che generare inquietudine e paura. Serve invece una riflessione critica che aiuti genitori e insegnanti, adulti e giovani, istituzioni e comunità educante, a provare a cogliere tutte le opportunità educative del digitale ed evitandone i rischi”. Queste le ragioni alla base della scelta del Comitato promotore di EDUCA insieme al Board scientifico di dedicare la nona edizione del Festival a questo delicato e cruciale tema intitolandola “Algoritmi educativi. Responsabilità e spirito critico nel tempo delle nuove tecnologie”.  Dal 13 al 15 aprile a Rovereto, grazie al contributo di esperti e studiosi nazionali e alla presentazione di prassi innovative, si proverà attraverso un percorso multidisciplinare ad inquadrare meglio il rapporto fra educazione, relazione e tecnologie digitali.

L’apertura del festival
Salute, comunicazione, formazione, lavoro e intelligenza artificiale; sono solo alcuni delle piste che verranno affrontate durante il festival attraverso laboratori, dialoghi, focus, momenti d’arte e giochi. Approfondimenti su temi specifici che al fondo però avranno sempre le due parole chiave del sottotitolo di questa nona edizione di EDUCA: responsabilità e spirito critico. Parole che assumeranno un particolare rilievo nell’appuntamento di apertura del festival venerdì 13 aprile alle 1430. Dopo la mattinata dedicata esclusivamente alle scuole, si proverà a riflettere su come si stia trasformando la partecipazione alla vita comune. Gli spazi di espressione aperti dai nuovi media inimmaginabili fino a pochi anni fa, sembravano opportunità per diventare cittadini del mondo, pare oggi abbiano al contrario generato un nuovo alfabeto comunicativo che privilegia la semplificazione, la superficialità e l’immediatezza. E così l’impegno civile rischia di durare l’istante di un post o di un tweet in un’ottica in cui l’io diventa l’unico parametro di giudizio. Si proverà a capire quali siano le strade che, integrando le tecnologie, consentano di rivitalizzare la responsabilità per il bene comune insieme a Francesco Rutelli autore di “Contro gli immediati” che dialogherà con Ugo Rossi, Presidente della Provincia autonoma di Trento e gruppi di giovani studenti con la moderazione di don Francesco Viganò.

Crescere digitali, tra salute ed educazione
Come gli adulti possono accompagnare bambini e ragazzi nell’uso corretto delle nuove tecnologie nelle varie età? È domanda che si pongono molti genitori consapevoli che la famiglia rappresenta per i bambini il primo modello su come si affronta e si sta nel mondo e che l’alfabetizzazione digitale non esce da questo schema. Per emulazione di mamma e papà, dei fratelli più grandi ma anche dei nonni, i bambini iniziano ad usare fin da piccoli la tecnologia che li circonda. Per evitare la contrapposizione tra tecno-invasati e cyber-complottisti, si partirà dall’oggettività dei dati che ne mostrano innanzitutto la diffusione come nelle ricerche promosse dal Centro Salute del Bambino di Trieste insieme all’Associazione nazionale pediatri che sarà rappresentata dalla ricercatrice Valeria Balbinot e quelle riportate in “Generazione Zeta” curata da IPRASE. Il quadro oggettivo sarà arricchito dai contributi di medici, psicologi e pedagogisti sui rischi per la salute psico-fisica di un utilizzo – come emergerà spesso prolungato – di bambini e adolescenti. Tra gli esperti sabato 14 aprile Silvia Gregory medico pediatra autrice di “Bambini crescono. Favole e computer” e il giornalista Simone Cosimi che ha scritto “Nasci, cresci e posta”; mentre domenica sarà la volta del medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai insieme allo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini docente dell’Università Milano-Bicocca presidente della Fondazione Minotauro. In questi dialoghi non mancheranno spunti sullo “stile d’uso” delle nuove tecnologie da parte degli adulti: quali sono i loro comportamenti in rete, quanto tempo passano con uno smartphone o un tablet, quale immagine di sé offrono on line. Il tema sarà al centro del dialogo organizzato dalla Fondazione Franco Demarchi tra il pedagogista Stefano Tramma dell’Università Biccoca DI Milano e il media educator Michele Marangi con i quali si proverà a capire se le nuove tecnologie stiano minacciando le dimensioni tradizionali dell’essere adulti: senso critico, consapevolezza, mancanza di responsabilità, scarsa percezione del limite.

Prevenire il cyberbullismo si può
Molti gli appuntamenti dedicati anche ai rischi in rete: quelli derivanti dall’uso spasmodico dei social network e dalla continua esposizione al giudizio on-line, ai pericoli legati al sexting e al cyberbullismo. Incontri accomunati dall’obiettivo di indicare agli adulti – in particolare genitori e insegnanti – strumenti e approcci che consentano loro di aiutare i ragazzi e impedire che si facciano male usando la rete in modo sbagliato. Così il dialogo tra Paolo Picchio che racconterà la storia di sua figlia Carolina, vittima suicida di bullismo in rete, cui è ora dedicata una Fondazione; Ersilia Menesini, professoressa dell’Università di Firenze che ha dedicato studi e pubblicazioni alla prevenzione e al contrasto di questo fenomeno e l’avvocata Alessia Sorgato che porterà elementi di approfondimento rispetto alla nuova legge in materia.  Lo stesso tema sarà oggetto di un caffè digitale organizzato da IPRASE in collaborazione con la Fondazione dell’avvocatura italiana che coinvolgerà insieme avvocati e insegnanti e finalizzato alla costruzione di un curriculum per l’educazione civica digitale.

Scuola e innovazione digitale
La rivoluzione tecnologica in atto non poteva non interessare la scuola che ha visto cambiare gli strumenti e i contesti dell’insegnamento in aula. Come i nuovi dispositivi impattano sulla didattica? Possono essere un’opportunità per un’alleanza educativa tra scuola e famiglia, ma anche tra scuola, imprese e territorio? Molti appuntamenti del festival proveranno a rispondere a questi interrogativi a iniziare dagli studenti universitari che dopo una challenge di due giorni, in cui lavoreranno con ricercatori e programmatori, restituiranno le loro riflessioni a insegnanti ed educatori professionali in un incontro organizzato da Consolida con l’Agenzia per la famiglia e la natalità cui parteciperà anche il professore Piercesare Rivoltella dell’Università Cattolica di Milano, tra i massimi esperti in Italia di educazione ai media. Sabato 14 aprile sarà invece presentato in un incontro organizzato da Fondazione Bruno Kessler il nuovissimo libro “Leadership per l’innovazione nella scuola. Il cambiamento nella scuola attraverso la formazione professionale, gli spazi e le nuove tecnologie” con vari esperti nazionali tra cui Maria Rosa Bottino del CNR, Ludovico Albert della Fondazione per la scuola, Giovanni Biondi presidente di Indire e l’illustrazione di progetti innovativi come “La cartella dello studente” e “Intelligenza artificiale e innovation design”. Sullo sfondo la riflessione sulla necessità di un nuovo approccio culturale e pedagogico, prima ancora che didattico, richiesto dall’introduzione delle nuove tecnologie affinchè la scuola possa continuare ad essere un’agenzia educativa capace di accompagnare i giovani alla vita e al lavoro in un contesto come quello attuale di rapida obsolescenza dei saperi. Tema che sarà al centro anche del dialogo organizzato in collaborazione con il Festival dell’Economia tra Francesco Profumo, presidente Compagnia San Paolo e della Fondazione Bruno Kessler, Alessandro Laterza, amministratore delegato della Casa editrice Laterza e responsabile della divisione scolastica e Piero Dominici, Università di Perugia. Il collegamento tra formazione e lavoro nell’epoca del 4.0 sarà affrontata poi anche nel dialogo promosso da Cooperazione trentina, tra Edoardo Segantini, giornalista del Corriere della sera e autore del libro “La nuova Chiave a stella”, con lo studioso del tema Francesco Seghezzi (Università di Modena e Reggio Emilia e direttore di Fondazione ADAPT).

Realtà virtuale e intelligenza artificiale
Non potevano mancare in un festival dedicato all’educazione al tempo del digitale, contributi e riflessioni su realtà virtuale e intelligenza artificiale. Del primo si occuperanno Nicola De Pisapia dell’Università di Trento e la professoressa Daniela Villani dell’Università Cattolica del Sacro cuore di Milano; mentre di intelligenza artificiale, e in particolare del suo impatto sui processi educativi, cognitivi e sociali parlerà Oliviero Stock, studioso di ICT di Fondazione Bruno Kessler con incarichi nazionali ed europei nel settore.

Tecnologie e fragilità
Tra le opportunità create dalle nuove tecnologie anche quelle per la riabilitazione cognitiva nei casi di dislessia, disturbi dell’apprendimento e dello spettro autistico. Ne parleranno i ricercatori del laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione (ODFLab) dell’Università di Trento, offrendo al pubblico la possibilità di provare i diversi dispostivi, ma anche la ricercatrice Arianna Bentenuto autrice insieme alla professoressa Paola Venuti del libro “Studi di caso. Disturbi dello spettro autistico. Dal nido di infanzia alla scuola primaria”. Non mancheranno poi le storie di genitori e persone con autismo raccontate dalla viva voce dei protagonisti, con documentari e libri testimonianze che hanno l’obiettivo di mostrare che In un’era sempre più tecnologica che codifica comportamenti e sentimenti appiattendo le sfumature dell’umano, l’autenticità dell’autismo paradossalmente può aiutare a rompere lo schema, costringendo le persone a riappropriarsi di un’interpretazione autentica della realtà.

Comunicazione e informazione
I nuovi media, in questa società iperconnessa, sono anche uno straordinario mezzo attraverso cui le nuove generazioni veicolano idee, contenuti e cultura. A parlarne in un incontro organizzato con le Casse rurali trentine e il loro progetto oom+, saranno i seguitissimi youtuber come Claudio Di Biagio (conduttore anche di Radio Rai 2 e autore del libro “Si stava meglio. In viaggio con mia nonna lungo un secolo di storia italiana”) e Matteo Fumagalli noto proprio per le sue video-recensioni on line. A EDUCA si parlerà anche dell’informazione e di come il concetto di verità si sia in questi anni indebolito: contano più le emozioni che i fatti, più la propaganda che le notizie. Come affrontare valanghe di notizie che transitano nelle nostre vite ogni secondo? Come usare i contenuti e verificarne la veridicità? Ospite d’onore su questo tema il giornalista Paolo Pagliaro, coautore, dal 2008, con Lilli Gruber della trasmissione «Otto e mezzo» per la quale cura l’editoriale e autore del libro “Punto. Fermiamo il declino dell’informazione”. La scelta di quali notizie leggere, ma anche in quale posto andare in vacanza, quali libri comprare e molte altre decisioni della vita quotidiana sembrano oggi governati dagli algoritmi. Immaginati come entità sconosciute che controllano le nostre vite sono in realtà, procedimenti matematici che consistono nella risoluzione di un problema attraverso un numero finito di possibilità. A spiegarci cosa siano effettivamente e come si possa farne “buon uso” saranno i matematici Carlo Toffalori e Marco Andreatta, rispettivamente dell’Università di Camerino e di Trento.

Tutto il programma dei dialoghi, ma anche dei molti laboratori e attività animativi, spettacoli, di proposte tra cibo e natura con le fattorie didattiche e le aziende dell’Associazione Donne in Campo, sul sito www.educaonline.it

Le organizzazioni coinvolte
EDUCA è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento e dal Comune di Rovereto che operano con il supporto scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Franco Demarchi e IPRASE, il coordinamento organizzativo di Consolida e il sostegno di Cooperazione Trentina e Casse Rurali Trentine. Il programma definito dal Comitato promotore è arricchito poi dalle proposte di molte agenzie educative, istituzioni, scuole, associazioni, cooperative, enti di ricerca e culturali, ma anche imprese. Tra le organizzazioni che collaborano a questa edizione: Agenzia per la Famiglia e la natalità, Trentino Film Commission, APT di Rovereto e Vallagarina, Associazione Donne in campo; i musei MART, Museo Civico di Rovereto e MUSE; la casa editrice Il Mulino, il Consiglio nazionale forense e Fondazione dell’avvocatura italiana e l’associazione Autori di Immagini

Per consultare il programma generale e il programma per le scuole: www.educaonline.it
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