Il JointLab per la cybersecurity di FBK: ricerca e infrastrutture per la sicurezza digitale
Il modello di governance presentato alla conferenza GARR 2026 mostra come la collaborazione tra competenze possa garantire sicurezza, continuità operativa e innovazione
Il JointLab per la Cybersecurity di FBK rappresenta un modello innovativo nato per rafforzare la sicurezza dei sistemi informatici, garantire la continuità dei servizi e affrontare in modo proattivo le minacce cyber. Ufficialmente attivo dal 2025, il laboratorio congiunto mette in dialogo le competenze del Centro Cybersecurity e del Servizio Soluzioni Digitali e Infrastrutture IT della Fondazione.
La sua peculiarità è quella di creare un collegamento diretto tra attività di ricerca e gestione dell’infrastruttura digitale ed operazionale (IT/OT) della Fondazione. Le soluzioni studiate dai ricercatori possono essere sperimentate in un ambiente controllato che riproduce scenari reali, consentendo di verificarne l’efficacia prima di un’eventuale adozione. È il caso, ad esempio, di modelli di anomaly detection testati sul traffico di rete di FBK, sempre nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza e tutela dei dati oppure di TLSAssistant, uno strumento per la verifica della sicurezza e della conformità a linee guida nazionali (ACN) ed internazionali (NIST, BSI, ANSSI) degli endpoint TLS (uno dei protocolli di sicurezza più utilizzati su Internet).
“Il JointLab è nato per creare un ponte stabile tra chi sviluppa nuove soluzioni e chi ogni giorno gestisce e protegge le infrastrutture digitali della Fondazione. Questo ci permette di accelerare il trasferimento dell’innovazione verso applicazioni concrete e di validare la ricerca in contesti reali.” Lo ha spiegato Leonardo Canello, membro del JointLab per la Cybersecurity di FBK, che ha presentato questo modello durante la Conferenza GARR 2026 recentemente svoltasi a Pisa.
L’evento ha riunito per tre giorni rappresentanti di università, enti di ricerca e istituzioni italiane per confrontarsi sulle principali sfide legate alle infrastrutture digitali, resilienza, sovranità digitale con un occhio al futuro, ad esempio l’impatto (sia positivo che negativo) dell’avvento del quantum computing. GARR è la rete nazionale che fornisce connettività ad alte prestazioni e servizi avanzati alla comunità scientifica italiana. Attraverso il collegamento con la rete GÉANT, consente a università e centri di ricerca di collaborare su scala internazionale, favorendo la condivisione di dati, competenze e infrastrutture digitali. La Conferenza GARR rappresenta ogni anno uno dei principali momenti di confronto per chi opera nel campo dell’innovazione tecnologica e della ricerca digitale. La presentazione del JointLab è stata l’occasione per mostrare agli altri partecipanti della rete GARR come la collaborazione strutturata tra ricerca e gestione delle infrastrutture possa tradursi in un vantaggio concreto per la sicurezza informatica.
Questa sinergia assume un valore ancora maggiore alla luce della direttiva NIS2, che richiede alle organizzazioni di rafforzare la propria resilienza digitale e le capacità di gestione del rischio cyber. In questo scenario, il JointLab rappresenta uno strumento concreto per trasformare competenze e risultati della ricerca nel dominio della cybersecurity in soluzioni applicabili, favorendo la collaborazione tra ricerca e infrastrutture e supportando il percorso di adeguamento alle nuove esigenze normative. L’esperienza maturata viene inoltre condivisa attraverso attività di formazione e sensibilizzazione rivolte sia all’interno della Fondazione sia verso gli enti del territorio, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un ecosistema digitale più sicuro, consapevole e resiliente.
In un contesto in cui la sicurezza informatica è sempre più centrale per il buon funzionamento delle organizzazioni, il JointLab per la Cybersecurity si conferma una risorsa strategica per FBK: “La sicurezza non può più essere considerata un’attività separata dalla ricerca o dalla gestione delle infrastrutture al fine di garantire resilienza e porre le basi per avviare un processo di sovranità digitale che, a causa del contesto geopolitico internazionale, diventa sempre più urgente sia a livello nazionale che Europeo. In questo contesto, il valore del JointLab sta proprio nella capacità di integrare competenze diverse, in maniera interdisciplinare, per intercettare nuove sfide di sicurezza in modo tale da stimolare la ricerca ad elaborare soluzioni sia tecnologiche che organizzative che successivamente possano essere validate internamente. In questo modo, si innesca un circolo virtuoso che promuove ricerca d’eccellenza con un impatto importante sia su FBK che sull’ecosistema in cui essa è inserita, garantendo che le competenze, i servizi e le infrastrutture sviluppate dalla Fondazione possano essere utilizzate con fiducia dagli enti pubblici e dalle aziende, in primis, del Trentino e poi a livello nazionale ed Europeo contribuendo, allo stesso tempo, a mantenere una spiccata propensione all’innovazione”, sottolinea Silvio Ranise direttore del Centro Cybersecurity di FBK.