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Montagna e spiritualità: interviste a Paolo Cognetti e Folco Terzani

dicembre 13, 2018

Due contributi dove gli scrittori, di fama internazionale, si confrontano con la montagna, con pregi e difetti della vita moderna e col cambiamento in corso della spiritualità.

Paolo Cognetti e Folco Terzani non sono solo scrittori popolari in tutto il mondo. Sono anche portavoce riconosciuti di alcune correnti importanti della spiritualità contemporanea. Con le Otto montagne, in particolare, Cognetti ha scritto una specie di manifesto per i sempre più numerosi appassionati della montagna. Il libro, vincitore del Premio Strega, del Prix Médicis étranger e del Grand Prize del Banff Centre Mountain Film Festival, non è infatti solo un romanzo, ma un vero e proprio vademecum per chi ha trovato nei paesaggi alpini le risposte giuste alle fatiche e alle frustrazioni della vita moderna. Con i suoi libri, a sua volta, Folco Terzani ha portato avanti l’influente ricerca spirituale del padre Tiziano e si è spinto forse persino oltre nel dare voce alle aspirazioni, insoddisfazioni, contraddizioni di una fetta consistente della popolazione oggi.

 

Nel numero appena uscito degli Annali di Studi Religiosi, la rivista del Centro per le Scienze Religiose di FBK, sono disponibili due lunghe interviste a Cognetti (Bisogna trovare parole nuove per nominare l’indicibile) e Terzani (Non voglio più leggere libri: voglio leggere la natura), curate da Paolo Costa, Senior Researcher del Centro.

Nei due contributi Cognetti e Terzani parlano diffusamente del loro rapporto con la montagna, dei pregi e difetti della forma di vita moderna, delle metamorfosi contemporanee della spiritualità, di Occidente e Oriente, del conflitto latente tra i doveri famigliari e la ricerca dell’autenticità, del futuro della civiltà alpina, della loro vocazione alla scrittura.

Con questa ricca e inedita testimonianza personale Cognetti e Terzani tracciano anche le linee guida di un possibile progetto di ricerca su montagna e spiritualità. Ed è proprio sulle potenzialità, e insidie di questo campo di ricerca che si sofferma Costa nella sua introduzione alle interviste intitolata Che cosa c’è di sacro nelle montagne?.

Si tratta di un progetto ampio e composito che, come nota nel suo Editoriale Marco Ventura, il Direttore del Centro per le Scienze Religiose, “ci occuperà almeno per il prossimo triennio”.


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