Quantum Entangled Conversations
Sabato 8 novembre, nelle splendide Procuratie di Piazza San Marco a Venezia, lo SMAC ha ospitato la prima di quella che si auspica sarà una lunga serie di Quantum Entangled Conversations, un nuovo format di dialogo tra scienza, filosofia e cultura, ideato nell’ambito della mostra The Quantum Effect.
In un setting suggestivo, tra le opere esposte e la luce che filtrava dalle arcate veneziane, l’incontro ha registrato il tutto esaurito, con circa cinquanta partecipanti di età e provenienze molto diverse. Un pubblico attento, curioso, che ha reso l’atmosfera viva e interattiva, incarnando lo spirito di “entanglement” che il format intende esplorare.
Ha aperto la mattinata Richard Hall-Wilton, direttore del Centre for Sensors & Devices di FBK, con una presentazione sulle potenzialità creative della materia: dal “sculpting on silicon” alle sfide della miniaturizzazione, fino alla riflessione sul “streetlight effect”, metafora della necessità di cercare la conoscenza anche oltre i confini disciplinari illuminati.

È seguito l’intervento di Massimo Leone, semiologo e direttore del Centro per le Science religiose di FBK, che ha proposto una lettura simbolica dell’entanglement, evocando figure letterarie come i gemelli e riferimenti al voodoo come forma di interconnessione tra esseri e oggetti, un’eco culturale del legame invisibile tra particelle.
La conversazione è poi proseguita con Nicolò Crescini, fisico di FBK, che ha illustrato il principio di sovrapposizione quantistica – secondo cui una particella può trovarsi in più stati contemporaneamente fino al momento dell’osservazione – e con Sara Hejazi, antropologa di FBK, che ha esteso il concetto al piano culturale e linguistico: quando due sistemi simbolici coesistono nella stessa persona, alternandosi in base al contesto.
L’incontro si è concluso con una riflessione condivisa sulle infinite possibilità del reale e sulla responsabilità umana nel renderle attuali: se tutto ciò che è possibile può accadere, allora la scelta di far accadere ciò che non è distruttivo diventa un atto etico fondamentale da parte di homo sapiens.
Le Quantum Entangled Conversations hanno mostrato come l’entanglement possa manifestarsi non solo tra particelle, ma anche tra idee, discipline e visioni del mondo — un invito a continuare a intrecciare linguaggi, prospettive e forme di conoscenza.
