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Il lavoro stabile favorisce la decisione di diventare genitori

13 Agosto 2026

Pubblicati su PLOS One i risultati di uno studio scientifico dedicato all'ambito accademico italiano. Maggiori ostacoli per le donne che devono affrontare periodi più lunghi di precarietà rispetto agli uomini

In ambito accademico, spesso caratterizzato da anni di precarietà, la stabilità lavorativa favorisce in modo significativo la decisione di diventare genitori, sia per gli uomini sia per le donne. 

È ciò che emerge dallo studio “The Best Time to Become a Parent: The Relationship between Tenure and Fertility Among Academics” appena pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One e realizzato dalla ricercatrice Olga Gorodetskaya dell’Istituto per la Ricerca Valutativa sulle Politiche Pubbliche della Fondazione Bruno Kessler (FBK-IRVAPP) con Agnese Vitali (Università di Trento), Valentina Tocchioni (Università di Firenze) e Alessandra Minello (Università di Padova). 

La ricerca si è basata sull’analisi di dati originali provenienti da un ampio campione di accademici e accademiche nelle università italiane e mostra che, sia per gli uomini sia per le donne, la nascita del primo figlio viene generalmente posticipata fino al raggiungimento di una posizione lavorativa stabile. 

Sempre secondo lo studio, tra le donne senza figli, l’avvento della stabilizzazione professionale si accompagna a un aumento significativo dell’intenzione di averne nel breve periodo. Dai dati emerge inoltre che per le donne la stabilizzazione ha effetti soprattutto se avviene entro i 35 anni.

Il divario di genere in accademia”, spiega Gorodetskaya, “non riguarda solo le carriere, le promozioni o la produttività scientifica: riguarda anche le possibilità concrete di diventare genitori. Nel mondo accademico, così come in altre realtà, la precarietà può protrarsi a lungo e, inoltre, non pesa allo stesso modo su uomini e donne: stando a quanto emerge da un altro studio che in precedenza ho pubblicato con Agnese Vitali, gli uomini raggiungono mediamente una posizione stabile più rapidamente, mentre le donne devono far fronte a periodi di precarietà più prolungati. Oggi molte donne che desiderano avere figli devono bilanciare le opportunità di carriera e quelle riproduttive, perché la stabilizzazione arriva spesso quando la finestra riproduttiva è già molto ridotta. E il fatto che l’età in cui la fertilità inizia a diminuire considerevolmente sia anticipata per le donne rispetto agli uomini può ulteriormente ridurre la fecondità tra le accademiche rispetto ai colleghi. Tutto ciò può cioè tradursi in una maggiore probabilità di non avere del tutto figli o comunque di averne in numero mediamente inferiore rispetto agli uomini che lavorano nello stesso ambito. Nel nostro studio abbiamo dimostrato in particolare che per le donne il momento della stabilizzazione professionale è cruciale: raggiungere una posizione stabile entro i 35 anni aumenta significativamente la probabilità di diventare madri. Nelle età successive, il vantaggio della stabilizzazione si attenua: la probabilità di diventare madri diminuisce con l’età e la stabilizzazione non determina più un aumento significativo della probabilità di maternità. La genitorialità non è un problema individuale, né un deficit nella carriera di una persona: è una dimensione sociale che deve riguardare anche il mondo accademico”.

Per ciò che concerne invece la nascita di altri figli rispetto al primogenito, la ricerca ha rilevato che la stabilizzazione professionale non è associata a un ulteriore ampliamento della famiglia né per le donne né per gli uomini. La fase cruciale resta quindi quella in cui si decide se diventare genitori per la prima volta. 

Il lavoro è nato all’interno del percorso di dottorato di Olga Gorodetskaya (FBK-IRVAPP) presso l’Università di Trento ed è stato successivamente sviluppato e concluso come articolo scientifico pubblicato su PLOS One. 

Lo studio è consultabile liberamente al seguente link: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0353232  


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