Nuove strade dell’agricoltura e della ricerca trentina
Irrigazione, clima, potatura e trasferimento tecnologico: quattro progetti FBK protagonisti di altrettante puntate del programma di TV33 "Nuove Strade - l'agricoltura che cresce "
Quattro puntate del programma “Nuove Strade – l’agricoltura che cresce”, andato in onda su TV33, raccontano un filo comune: l’agricoltura trentina non subisce l’innovazione, la costruisce insieme a chi la ricerca la fa ogni giorno.
Si parte dall’acqua, risorsa che viene spesso data per scontata. Fabio Antonelli, responsabile dell’unità OpenIoT di FBK, nella puntata “Acqua in Agricoltura: tra risparmio e tutela della qualità” racconta il progetto Irritre: attraverso sensori in campo, reti di comunicazione e algoritmi di intelligenza artificiale è possibile conoscere quasi in tempo reale lo stato delle colture, per applicare la cosiddetta agricoltura di precisione, dare cioè gli apporti idrici dove servono, solo quando servono. Il progetto, promosso dalla Provincia autonoma di Trento insieme a Fondazione Edmund Mach e Trentino Digitale, è oggi validato in tre siti pilota rappresentativi delle principali colture trentine: i meleti di Tres, in Val di Non, i vigneti di Roverè della Luna e gli oliveti di Varone, sul Garda. L’obiettivo di lungo periodo è trasformare Irritre in un servizio a disposizione degli oltre duecento consorzi irrigui del Trentino.
“Cambiamento Climatico: coltivare nell’incertezza” è la puntata che approfondisce il progetto Agriclima. Finanziato dal PNRR e sviluppato da FBK insieme a decine di partner italiani, Agriclima raccoglie e integra dati climatici, meteorologici e territoriali spesso dispersi tra fonti pubbliche e private, per costruire scenari e strumenti di analisi utili al settore agricolo. Mattia Antonini, ricercatore dell’unità OpenIoT di FBK, spiega come la piattaforma permetta di studiare fenomeni come le ondate di calore e il loro impatto sulle comunità, così da orientare le decisioni di chi deve pianificare investimenti in tecniche di irrigazione o interventi strutturali. L’obiettivo non è combattere direttamente il cambiamento climatico, ma dare agli operatori agricoli gli strumenti per prendere decisioni consapevoli in un contesto di crescente incertezza.
C’è poi un sapere che rischia di andare perso non per mancanza di dati, ma per mancanza di trasmissione: quello della potatura. Se ne occupa AgRimate “Coltivare il futuro: il passaggio generazionale”, progetto europeo Horizon Europe a cui FBK partecipa con l’unità di ricerca Technologies of Vision – TeV che porta la propria esperienza in visione artificiale, dati tridimensionali e ricostruzione di ambienti digitali. I ricercatori Sergio Povoli e Olmo Baldoni raccontano come, con telecamere a 360 gradi, si stiano scansionando gli olivi prima e dopo la potatura di un esperto, per costruire modelli tridimensionali che serviranno ad addestrare algoritmi capaci di riconoscere gli schemi decisionali di un potatore esperto. L’ambizione, spiegano, è arrivare in più fasi a un ambiente virtuale per l’addestramento dei nuovi agricoltori, a occhiali di realtà aumentata che sovrappongano indicazioni di taglio virtuali direttamente sull’albero durante il lavoro, e infine a soluzioni robotiche capaci di eseguire tagli complessi in autonomia. La missione è preservare le competenze agricole secolari adattandole alle sfide del presente.
L’ultimo tassello “Innovazione in agricoltura: un percorso condiviso” riguarda il metodo stesso con cui l’innovazione viene costruita. Raffaele Giaffreda, ricercatore e coordinatore del progetto AgrifoodTEF, spiega che le soluzioni tecnologiche funzionano solo se nascono dal confronto diretto tra ricerca, imprese e agricoltori, che devono poter contribuire allo sviluppo delle soluzioni in quanto utenti finali. AgrifoodTEF mette a disposizione delle aziende tecnologiche infrastrutture per testare in campo, in condizioni reali, soluzioni di intelligenza artificiale e robotica applicate all’agroalimentare. Il nodo italiano, spiega Giaffreda, si concentra sulla qualità del Made in Italy agroalimentare e sulla tracciabilità della filiera produttiva.

A completare il quadro c’è CEADS (Common European Agricultural Data Space), di cui parla il ricercatore FBK Luis Miguel Pincheira: un’infrastruttura europea, con oltre trenta partner, che punta a creare un marketplace dei dati agricoli, pubblici e privati, affinché possano essere condivisi, incrociati e trasformati in strumenti utili tanto ai ricercatori quanto al singolo agricoltore.
Acqua gestita con precisione, rischi climatici analizzati con dati, competenze tramandate con nuovi strumenti, innovazione costruita insieme a chi lavora la terra: quattro storie diverse che raccontano la stessa direzione, quella dell’agricoltura e della ricerca trentina che cambia senza perdere le sue radici.
