Quando la scienza incontra le nuove generazioni: la Giornata della Scienza di SPARKLE in FBK
Cento studenti e studentesse, decine di ricercatori e ricercatrici, una giornata intera di attività e curiosità. L'evento conclusivo del progetto SPARKLE ha trasformato FBK in uno spazio di scoperta — e ha mostrato quanto sia prezioso, e possibile, avvicinare le nuove generazioni alla scienza.
Il 27 maggio, i corridoi e i laboratori della Fondazione Bruno Kessler si sono riempiti di voci, curiosità e voglia di scoprire. Cento studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo grado hanno trascorso una giornata intera in FBK nell’ambito della Giornata della Scienza, l’evento conclusivo del progetto SPARKLE (STEM Practical Activities to Raise Knowledge, Learning and Exploration).
Non si è trattato di una semplice visita guidata. Le cinque classi presenti — vincitrici di una sfida finale tra le 51 classi trentine e venete coinvolte nelle attività formative, in cui dovevano mettere in pratica quanto appreso durante il percorso — hanno ruotato per l’intera giornata tra attività diverse: visita ai laboratori del centro Sensors & Devices, tra clean room, strumenti di analisi e banchi di test e sviluppo; un laboratorio al FabLab dell’Università di Trento, dove hanno esplorato la fabbricazione digitale, dalla progettazione grafica vettoriale al taglio e all’incisione laser; un laboratorio di fisica in realtà aumentata con LevelUp, in cui si sono cimentati a squadre in prove di precisione, abilità e intuizione sul tema del movimento; e infine una serie di stand con dimostrazioni e attività interattive proposte da ricercatrici e ricercatori della Fondazione.

La giornata si è aperta con una sessione plenaria in Sala Stringa, durante la quale alcune ricercatrici e ricercatori FBK hanno raccontato il proprio percorso — non solo cosa fanno, ma come ci sono arrivati, cosa sognavano di fare da bambini e da bambine, cosa li ha spinti a scegliere la ricerca. Un momento di orientamento autentico, in cui la ricerca ha mostrato il suo lato più umano: traiettorie non sempre lineari, ma percorsi fatti anche di dubbi, deviazioni, svolte inaspettate — e la consapevolezza che il punto di arrivo non è mai del tutto scritto.
Il progetto SPARKLE, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, è nato dall’idea che avvicinare ragazze e ragazzi alle materie STEM richieda di intervenire presto — prima che le traiettorie educative si cristallizzino e gli stereotipi si consolidino.
Il progetto è stato coordinato da FBK, con cinque centri impegnati — IRVAPP, Sensors & Devices, il Centro per le Scienze Religiose, Augmented Intelligence e l’Unità Scholars and PhD Program — in partnership con l’Università di Verona, l’Università di Trento e Level Up, laboratorio di comunicazione scientifica e progettazione didattica. L’obiettivo non era solo insegnare metodi e nozioni, ma mostrare a ogni ragazza e ogni ragazzo che quel mondo — il mondo della scienza, della tecnologia, della ricerca — è un mondo in cui possono stare. Da protagoniste e protagonisti, non da ospiti.
I dati di contesto sono noti, e sono dati che continuano a chiamare all’azione. Da un lato, la crescente domanda di competenze STEM nel mercato del lavoro non trova un corrispettivo: il numero di giovani che scelgono questi percorsi di studio è ancora lontano dal coprire il fabbisogno. La difficoltà di reperimento di laureati e laureate in ingegneria elettronica e dell’informazione, ad esempio, raggiunge a livello nazionale il 74%, una quota che in Trentino-Alto Adige sale all’86% (fonte: Unioncamere). Dall’altro, nonostante le immatricolazioni universitarie siano a maggioranza femminile, solo il 19% delle ragazze sceglie un corso dell’area STEM, contro il 39% dei ragazzi (fonte: MUR). Uno dei problemi principali e persistenti sta negli stereotipi — che riducono la fiducia nelle proprie capacità e scoraggiano scelte che sarebbero invece alla portata.
SPARKLE ha voluto intervenire su entrambi i fronti: portando la scienza nelle mani dei ragazzi e delle ragazze, ma anche aprendo uno spazio di riflessione sulle disuguaglianze di genere e sui meccanismi che le alimentano, attraverso un percorso di coaching dedicato a smontare pregiudizi e rafforzare la fiducia nelle proprie capacità.
Manca ora un ultimo tassello fondamentale, su cui stiamo già lavorando: la valutazione rigorosa del progetto. Perché non basta progettare interventi ben fatti — bisogna sapere se funzionano. E sapere cosa funziona, per chi, e perché, è l’unico modo per costruire politiche educative che non siano solo buone intenzioni.
La Giornata della Scienza ha anche mostrato qualcosa di FBK che dall’esterno può non essere sempre visibile: lo spirito collaborativo che la attraversa. Oltre ai centri direttamente coinvolti nel progetto, decine di ricercatrici e ricercatori hanno aderito con entusiasmo, mettendosi a disposizione per attività, dimostrazioni, stand. Un pezzo di FBK che si è mosso insieme, spinto da una convinzione condivisa: che portare la scienza fuori dai laboratori — e le ragazze e i ragazzi dentro — valga la pena.
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Un ringraziamento particolare va a tutti i partner scolastici che hanno partecipato al progetto Sparkle con grande collaborazione ed entusiasmo: Collegio Arcivescovile “Celestino Endrici”, I.C. Altopiano di Piné, I.C. A. Palladio di Pojana Maggiore, I.C. “B. Clesio”, I.C. Pergine 1, I.C. Pergine 2 “C.Freinet”, I.C. Trento 2 “Comenius”, I.C. Trento 3, I.C. Valle dei Laghi-Dro, I.C. Valle di Ledro, I.C. Val Liona.
Hanno partecipato alla Giornata della Scienza le classi 2D SSPG Argentario di Cognola, 3E SSPG di Cles, 2A SSPG di Dro, 2A SSPG di Orgiano, 3A Arcivescovile di Trento.