For a Human-Centered AI

Geometrie dell’opinione pubblica

4 Settembre 2026

Katarina Laken è una ricercatrice olandese che sta completando presso l’unità Digital Humanities di FBK un dottorato Marie Skłodowska-Curie Actions all'interno della rete europea Hybrids. Il suo lavoro, profondamente interdisciplinare, si concentra su linguaggio d’odio, disinformazione e struttura narrativa delle teorie del complotto.

Il percorso di Katarina Laken rappresenta un caso esemplare di come la mobilità internazionale sia il cuore pulsante della formazione scientifica di eccellenza. 

Inserita nel prestigioso programma Marie Skłodowska-Curie ActionsHybrids,  incarna l’essenza del “nomadismo accademico”: dalle radici nei Paesi Bassi alle esperienze formative in Estonia, Russia e Barcellona, fino all’approdo a Trento nel 2023. Questo dinamismo coincide con la costruzione di un’identità di ricerca fluida, capace di navigare sistemi istituzionali e culturali eterogenei per affrontare una delle sfide più complesse della nostra era: la comprensione dei meccanismi profondi della disinformazione.

Strutture narrative e spazi vettoriali 

Nell’era dei Large Language Models (LLMs), lo studio del complottismo supera i confini della sociologia per diventare una sfida tecnica di interpretazione dei dati. 

Uno dei progetti di ricerca su cui si sta concentrando Katarina Laken analizza ciò che l’AI genera, e indaga, in particolare, il cosiddetto activation space, ovvero lo spazio vettoriale in cui il modello elabora e organizza i concetti. Mentre la letteratura scientifica ha già esplorato come i modelli rappresentino internamente concetti come la veridicità (truthfulness) o il rifiuto di contenuti nocivi (refusal), l’apporto innovativo dello studio di Laken risiede nell’applicare questa metodologia alla struttura narrativa del complottismo. 

Attraverso l’analisi delle “direzioni lineari” all’interno dello spazio vettoriale, la sua ricerca suggerisce che il complottismo può essere identificato come una coordinata specifica in uno spazio multidimensionale; esiste un piano (inteso come luogo geometrico) capace di separare le narrazioni complottiste da quelle basate su fatti verificati. È fondamentale precisare che questo piano tridimensionale è una semplificazione concettuale necessaria per visualizzare uno spazio vettoriale ad altissima dimensionalità, altrimenti inaccessibile alla percezione umana; le rappresentazioni interne dei modelli sono spesso più ricche e stratificate del loro output testuale. Un modello può “riconoscere” internamente una struttura complottista anche quando la sua risposta superficiale non lo palesa.

Questa distinzione tra rappresentazione interna ed esterna è cruciale per l’interpretabilità dell’IA. Comprendere come l’intelligenza artificiale “mappi” il complottismo permette di intervenire sulla sicurezza e sulla mitigazione della disinformazione a un livello strutturale, prima ancora che il contenuto venga generato.

L’ecosistema FBK e la forza della comunità

Nel descrivere il suo contesto di lavoro in FBK, Katarina Laken mette in luce due livelli di supporto fondamentali. 

Supervisione formale

Laken descrive la sua supervisor, Sara Tonelli, responsabile dell’unità di ricerca DH del Centro Digital Society (DIGIS), come una figura molto competente e “sul pezzo”, apprezzando in particolare il fatto che non faccia micromanagement e le lasci molta libertà d’azione.

Peer Mentorship

La rete Hybrids per Laken è stata fondamentale perché le ha dato l’opportunità di confrontarsi costantemente con altre/i 10 brillanti dottorande/i provenienti da diversi paesi. Questa rete di pari è essenziale sia a livello professionale (per fare brainstorming e collaborare ad articoli scientifici) sia a livello personale, per affrontare insieme le difficoltà comuni. Il suo consiglio principale per chi inizia un dottorato è proprio questo: “Devi cercare di farlo insieme… è veramente importante avere delle persone con cui ti puoi confrontare”.

Un network che funge da stoà di collaborazione accademica ma anche da rete di supporto reciproco: una telefonata improvvisa tra colleghi/e può risolvere un dubbio tecnico o servire per condividere informazioni utili a orientarsi e cogliere il buono di un nuovo inizio in una città sconosciuta. Un’esperienza di scoperta di sé cui si affianca una crescita collettiva. 

Trovare l’ordine nel caos

Katarina Laken affronta il futuro un passo alla volta. Confessa di non avere ancora una rotta post-dottorato definita, ma è consapevole di possedere un metodo solido per navigare l’incertezza con una disposizione d’animo ragionevolmente ottimista. 

Ai futuri ricercatori suggerisce un approccio basato sul coraggio: fare domande, senza temere di apparire “stupidi”, e cercare attivamente una rete di pari che garantisca un confronto libero.

L’equilibrio mentale della giovane ricercatrice è radicato nel trail running. Correre sui sentieri delle montagne trentine è il suo hobby, una prosecuzione ideale dell’attività scientifica. Come nella ricerca esplora fenomeni e analizza dati per identificare pattern narrativi sotto la superficie del linguaggio, così nella corsa osserva percorsi per orientarsi.

Oltre il laboratorio

Riguardo al futuro, pur non avendo ancora una “vocazione” cristallina, esprime il desiderio di continuare a descrivere la realtà in modo sistematico, restando aperta a nuove direzioni professionali sia in accademia che altrove. 

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Questo articolo è stato redatto in collaborazione con Matilda Zancanaro, studentessa del Liceo Classico “Prati” di Trento, in alternanza scuola lavoro nei mesi di giugno e luglio 2026. 


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