Think loud, speak science: al via la seconda edizione di FBK Science Ambassador
Sono 21 i giovani ricercatori/trici che prenderanno parte al percorso di alta formazione in comunicazione e divulgazione della scienza FBK
Dalle tecnologie quantistiche alla disinformazione online, dalla crittografia alla salute digitale, fino alle politiche pubbliche, alla sostenibilità energetica, alla storia contemporanea e molti altri ambiti. Sono questi i temi che i 21 candidati e candidate a FBK Science Ambassador portano nel percorso di formazione al via con un secondo gruppo eterogeneo di ricercatrici e ricercatori della Fondazione Bruno Kessler pronti a mettersi in gioco non solo nei laboratori, ma anche nella divulgazione scientifica.
Provengono dai diversi centri scientifici e umanistici della Fondazione e riflettono le molteplici anime e sfaccettature che ne caratterizzano l’identità: tecnologica e sperimentale, sociale e umanistica, orientata all’innovazione ma attenta all’analisi critica e all’impatto pubblico. È proprio questa pluralità di sguardi a costituire uno degli elementi distintivi di FBK Science Ambassador.
La prima edizione ha segnato l’avvio di un progetto che ha dato risultati concreti, tanto da essere stato recentemente presentato come case study anche al Convegno Nazionale di Comunicazione della Scienza organizzato dalla SISSA a Trieste.
Oggi quel percorso compie un nuovo passo avanti: la formazione, avviata con il kick-off e una masterclass dedicata allo storytelling, accompagnerà il nuovo gruppo verso l’ingresso nella community FBK Science Ambassador, contribuendo ad ampliare il network, integrare competenze complementari e potenziare la divulgazione della ricerca della Fondazione.

La giornata di avvio è stato un momento di condivisione e confronto: un’occasione per inaugurare ufficialmente il percorso formativo e per permettere ai nuovi di ascoltare l’esperienza di alcuni ambassador della prima edizione, in un dialogo diretto tra chi ha già concluso il programma e chi si appresta a intraprenderlo. Le competenze sviluppate durante il percorso di formazione permettono loro di agire come “megafono” che porta la ricerca fuori dai laboratori, rendendola accessibile e interessante anche a chi non ha competenze specialistiche.
Il percorso formativo è curato da Feltrinelli Education – Scuola Holden e tramite fondamenti teorici e factory pratiche si concentra su storytelling, public speaking, relazione con i media, content creation e social strategy. Non si tratta soltanto di affinare tecniche di
comunicazione, ma di integrare in modo strutturale la dimensione narrativa e divulgativa nel lavoro di chi fa ricerca.

“Mettersi in gioco e uscire dalla propria zona di comfort è il modo migliore per crescere”, ha affermato Ferruccio Resta, presidente della Fondazione Bruno Kessler. “Per chi fa ricerca significa portare la scienza fuori dal laboratorio, e saperla divulgare è una competenza che si coltiva con metodo e pratica. Si impara a trasformare risultati complessi in messaggi chiari e accessibili a pubblici diversi, senza perdere rigore, rafforzando passo dopo passo anche la consapevolezza di sé. Dopo il successo del primo progetto pilota, abbiamo deciso di proseguire su questa strada e di ampliare la comunità FBK Science Ambassador, in coerenza con la nostra volontà di valorizzare il capitale umano.”
Con l’avvio della seconda edizione, FBK consolida così una community sempre più ampia e trasversale, composta da voci e volti che rappresentano la pluralità delle sue competenze.
Il gruppo che ha cominciato la formazione è composto da 21 ricercatori e ricercatrici, provenienti da diverse unità di ricerca della Fondazione: Lorenzo Vaquero Otal del centro Augmented Intelligence; Stefano Berlato del centro Cybersecurity; Giacomo Ghedini dell’Istituto Storico Italo Germanico; Dylan Trenti del centro Digital Industry; Giulia Olivato del PCT- Privacy; Lucila Gisele Alvarez Zuzek e Alessia Torre del centro Digital Society; Luigina Montano e Annalisa Tassi dell’Istituto per la Ricerca Valutativa sulle Politiche Pubbliche; Michele Bolognese e Matteo Varesco del centro Sustainable Energy; Anna Genovese, Nicolò Lazzaro e Leonardo Sanna del centro Digital Health & Wellbeing; Martina Dell’Eva,Irene Facchin e Lucia Pederiva della Pianificazione Strategica; Martino Bernard, Alessandro Lega, Elena Missale ed Elia Scattolo del centro Sensors & Devices.
